pace fiscale

Pace fiscale: quando parte, come funziona, saldo e stralcio

“Una serie di misure volte a rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica”

È questa, secondo il contratto di Governo siglato dal Movimento 5 Stelle e Lega, la definizione di pace fiscale contenuta nel decreto legge n. 119/2018. In termini più semplici si tratta dell’azzeramento di tutti i debiti con il fisco, versandone solo una piccola parta.

Ma come funziona questa forma di condono fiscale? Quando entra in vigore? Scopriamolo.

Pace Fiscale: come funziona l’azzeramento automatico delle cartelle

La pace fiscale prevista dal Governo interviene estinguendo tutte le cartelle Equitalia (ora Agenzia Riscossione) emesse tra il 2000 e il 2010, con un valore inferiore ai 1.000 euro. Ciò significa che se durante questi 10 anni ti è stata recapitata una cartella con un valore inferiore ai 1.000 euro (compresi interessi e sanzioni), non dovrai fare altro che aspettare.

Entro il 31 dicembre 2018 gli organi competente provvederanno a cancellare il debito.

Hai già pagato la cartella prima dell’entrata in vigore del decreto? In questo caso non avrai diritto a nessun rimborso.

E le cartelle dal 2011 al 2018?

Se la Pace Fiscale interviene su tutte le cartelle emesse dal 2000 al 2010, cosa succede a quelle successive? Il Governo sta studiando un modo per chiudere anche questi debiti versando il 6% o il 10% o il 25% del dovuto, basandosi sull’ISEE.

Questa operazione ha dei limiti ovviamente: il debito non dovrebbe avere un tetto massimo di 100 mila euro e il versamento va effettuato entro 2 anni. Esistono poi casi particolari che andranno analizzati nel dettaglio come:

  • Disoccupati senza casa di proprietà o soggetti con un reddito inferiore a 18 mila euro pagherebbero una pendenza pari al 6%
  • Contribuenti con reddito inferiore a 24mila euro e immobile ad uso casa, pagherebbero una pendenza pari al 10%
  • Esclusi dalla sanatoria sarebbero i debiti contributivi

Su questa tipologia di cartelle non ci sono ancora ancora dettagli certi, vi terremo aggiornati.

Quando parte la pace fiscale?

Il decreto pace fiscale dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2019 e non sarà l’unica misura contenuta nella legge. Il Governo prevede anche di rendere attive altre 2 importanti misure:

  • La flat tax per le partite IVA a regime forfettario prima e per le aziende e le famiglie poi;
  • Il reddito di cittadinanza.

Obiettivi importanti che mettono il cittadino al primo posto. Grazie al decreto pace fiscale chi è in difficoltà economica potrà pagare solo una piccola parte del debito estinguendo così l’intera cartella.

Attendiamo quindi i primi mesi del 2019 per l’entrata in vigore del decreto pace fiscale.

Pace fiscale quando parte

Quanto incassa il Governo da questa operazione?

La stima d’incasso si attesta sui 60 miliardi ma, il Sole 24 Ore, muove alcuni dubbi in merito. Analizzando i dati dello stesso ente di riscossione emerge che le cartelle esattoriali oltre i 100.000 euro sono solo il 4% e, di quelle rimanenti, solo il 54% hanno importi inferiori ai 1.000 euro.

Pace Fiscale: saldo e stralcio

Il decreto Pace Fiscale ha efficacia in modo immediato e con essa anche lo stralcio dei debiti di importo inferiore a 1.000 euro. Ma cosa si intende per stralcio dei debiti? Inserito nell’art. 4, comma 1, del D.l n. 119/2018 dispone che:

I debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali né già intervenuta la richiesta di cui all’articolo 3, sono automaticamente annullati. L’annullamento e’ effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili.

Il comma 2 specifica:

a) le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto restano definitivamente acquisite;

b) le somme versate dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento, ovvero, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza e, in assenza anche di questi ultimi, sono rimborsate, ai sensi dell’articolo 22, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.

Pace fiscale 2019 e rottamazione cartelle: che futuro?

La domanda che in molti si fanno è: ma come si integra la nuova pace fiscale con la rottamazione delle cartelle? I contribuenti che hanno aderito a quest’ultima saranno inclusi o esclusi dal nuovo decreto?

Non è ancora dato sapere quali saranno le scelte del Governo, ma non dimentichiamo che escludere chi ha aderito ad una rottamazione equivale ad avere un maggiore gettito nelle casse dello Stato.Chi invece non ha aderito, rientrerà all’interno del decreto pace fiscale.

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